Suspiria

Soundtrack

domenica 14 ottobre 2018

Open the door- Racconto breve horror



<<Svegliati, sono quasi le sette!>>, mi incitò mia madre tirandomi via le lenzuola, quelle che tanto mi riportavano alla mente natura. In effetti aveva ragione: era quasi sera ormai e io, follemente e distrattamente, mi ero addormentata presa da un sonno allucinante. Mi pesava molto il fatto di avere trent'anni e convivere ancora con i miei genitori, ma la sfortuna era dalla mia parte; proprio per tal motivo, ovviamente non mi era concesso fare tutto ciò che la mia persona era desiderosa di fare: dovevo rispettare le regole.
Aprii lentamente gli occhi, sbattendo successivamente le palpebre, quasi con un tocco nervoso. Svegliarsi bruscamente non è il massimo per nessun individuo. Il mio stato attuale era simile a un morto vivente: il corpo si muoveva, a piccoli scatti, ma la mente non dava segnali.
<<Io vado dalla zia, porto tuo fratello con me>>, mi riferì mia madre. Mio fratello Jonas era un giovinotto di undici anni, motivo per cui lei lo trascinava con sé in ogni sua faccenda. Ciò è dissimile dal comportamento usato con me: ai miei dieci anni venni lasciata in un grande centro commerciale, poiché si dimenticarono della mia presenza. Passai lì tante ore, alla disperata ricerca dei miei genitori, invano: questo avvenimento causò in me forti shock.
<<Se qualcuno bussa alla porta ed è in cerca di me, per favore, fatti dire il suo nome>>.
<<Va bene mamma...>>, quasi balbettai dalla stanchezza.
Dopo neanche dieci secondi, lei fu già via, fuori da quella casa che pareva a me un manicomio. Mi sentivo come in prigione, senza via di scampo. Con calma mi alzai e mi recai in cucina a prendere un bicchiere d'acqua gassata, quando qualcuno bussò alla porta, ma non cliccando sul pulsante adiacente ad essa: qualcuno bussò con le nocche della mano sulla porta di legno. Uno, due, tre. Tre piccoli colpi che urlarono nel silenzio più di un suon di citofono.
Cominciai a tremare e mi sentii improvvisamente accaldata: chi avrebbe potuto bussare in quel modo così astruso e antiquato?
Lasciai delicatamente il bicchiere di vetro poggiandolo sul tavolo della cucina e, con sguardo indagatore (e in egual modo intimorito), cercai di avvicinarmi lentamente alla porta di casa, senza emettere alcun suono con i miei passi. A quasi un metro dalla porta, qualcuno là fuori bussò di nuovo, facendomi sobbalzare dal non previsto spavento. Avevo paura.
Con coraggio avanzai e con l'occhio destro osservai dallo spioncino. Dinanzi alla porta non c'era nessuno. Mi allontanai e tentai di comprendere come fosse possibile, se fino a un secondo prima c'era stato qualcuno proprio lì, sull'uscio di casa mia.
<<Piccola... a-apri>>, una voce gracchiante e terrificante balbettò, arrivando da dietro la porta fino a me.
Soffocai un urlo zittendomi con la mano sinistra: la donna continuava a bussare insistentemente.
<<Chi è?!>> , urlai in preda al mero panico.
<<Sono... sono un'amica>>, rispose la voce gracidante. Era così stridula da riportarmi alla voce di una vecchietta <<Apri... a-apri la porta>>.
Anche se il terrore mi aveva invaso, l'adrenalina mi spinse ad aprire. Attorno a lei il buio; indossava un lungo abito nero malconcio, i capelli malmessi, il viso pieno di rughe: gli occhi sbarrati e quasi interamente neri, vitrei e il viso ricoperto da un malevolo sogghigno. La vecchia indugiava scrutandomi nel profondo, mentre i minuti passavano e lei non emetteva alcun suono: era raccapricciante.
Allungò la mano, accarezzandomi mentre il mio corpo tremava al suo tocco quasi accennato. Dalla mano apparve una chiave arrugginita ed ella me la porse.
<<Questa è per tua madre>>, detto questo, si allontanò di pochi passi e andò via, lasciandomi attonita in preda a spasmi lungo la schiena.
Quando mia madre fece ritorno a casa non ebbi il coraggio di raccontarle tutto, fino a quando lei non si accorse che in me, imperterrita, qualcosa non andava. Alla fine decisi di parlare, affrontando la paura che mi aveva divorato in quei lunghissimi, estenuanti minuti.
<<Una signora è venuta per te>>.
Mia madre rimase sorpresa e, inarcando le sopracciglia, mi chiese <<Chi era questa signora?>>.
<<Una vecchietta, sembrava ridotta male. Ha lasciato questa per te>>, dalla tasca dei pantaloncini estrassi la chiave corrosa e gliela mostrai. Alla sua vista, mia madre sgranò gli occhi e cadde a terra, colta quasi da un malore. Quando si riprese, sconvolta e impaurita le domandai il perché di quell'esagerata reazione. Rimasi impietrita e scoppiai in un pianto di orrore: quella chiave era stata seppellita nella bara della signora Hayworth, morta per una malattia dieci anni prima, dietro il palazzo di casa mia.



giovedì 6 settembre 2018

Poesia in memoria di Dolores O'Riordan



Tu eri bella, nel modo in cui eri. Le fragilità che dentro di te portavi, con la tua voce divenivano la tua forza e quasi sembra ieri. Una fortezza che non facilmente si poteva ribaltare, una certezza che sempre potevi, nel tuo interno, portare. Tu sei bella, nel modo in cui sei, poiché tutt'ora vivi, nei pensieri miei e di chi come me ha sentito quel languido grido di aiuto nel tuo più flebile acuto; di chi come me ha amato quella giovane intrepida
che tutto, al mondo, ha donato. Ora son scarna, avvolta da un vuoto senza fine dal momento che tu mi hai lasciato al dolore più puro, incline. Non c'è tempo che possa annullare i pensieri che tutti noi ora vorremmo eliminare. La morte,
lontana, all'uomo sempre si avvicina. Ma tu non hai paura ora che sei andata via, poiché ti hanno liberato da trambusti, deliri e malinconia e noi sappiamo bene, tutto questo: che niente potrà mai allontanarti da noi, né da tutto il resto.



venerdì 6 luglio 2018

Che Dio prenda la mia anima- Omaggio a Penny Dreadful


Amunet è uno dei suoi tanti nomi, la parte femminile che completa Amon, l'ignoto che con l'aria generò il Caos primordiale: la madre delle Tenebre. 
Amonet è ''colei che è nascosta'' ed è proprio grazie alla fusione di questo significato con quello di ''aria e vento'' che Amenet personificò l'ignoto. 
Ella era il vento impetuoso che agitava il Caos primigenio da cui, poi, nacque quel che ora è il mondo. Lei è la protettrice dei sovrani, dei faraoni egizi; è l'unione con il Dio Amon, la Grande Madre raffigurata da sempre con la testa di ureo (o di gatto, o semplicemente con sopra un falco), l'ankh nelle mani e il corpo di donna.
In Penny Dreadful, l'abbiamo conosciuta proprio con l'appellativo di Madre del Male, una Amunet malvagia che porta scompiglio sull'umanità grazie al calare delle sue tenebre sulla terra. Spiriti della notte, entità oscure... è questo che nella serie viene mostrato, è questo che alla Dea Amonet qui viene attribuito.


Miss Vanessa Ives è la protagonista assoluta di Penny Dreadful: l'elegante dama gotica, la determinata ragazza che sempre esibisce il suo coraggio, l'impavida strega oscura, la fedele serva di Dio, l'amica e figlia amabile e disponibile, il desiderio sessuale che vige negli uomini, la paladina della giustizia e, cosa più importante: il continuo simbolo di lotta tra il bene e il male. 
Nella prima stagione della serie, Vanessa mostra allo spettatore parte del suo contorto passato, ed è proprio qui che ha vita il suo intimo percorso con la Dea Amunet. 
Fin dal primo imperdonabile peccato di lussuria per poi terminare con l'atto sessuale avuto con Lucifero... la vita di Vanessa è stata caratterizzata da avvenimenti controversi, che andavano ben oltre le concezioni umane. La signorina Ives, innamorata della benevolenza di Dio sin da bambina, si ritrova a percorrere in modo continuo e repentino oscuri atti di trasgressione, che la portano a comprendere che la sua anima appartiene più al mondo dell'oscurità che a quello sacro della luce divina.
La cosa più pesante e dolorosa per Vanessa, da fedele cattolica, non è l'essere la prediletta di Lucifero in persona, una strega oscura o la sposa stessa di Sir Dracula, ma è quella di essere la reincarnazione di Amunet, la reincarnazione della Madre del Male, l'essere lei stessa ciò contro cui nella vita ha sempre lottato.
Per omaggiare la serie, qui sotto riporterò un pensiero da me scritto in prima persona, nei panni di Vanessa Ives stessa, nel momento antecedente il suo tragico destino: la sua morte.


Ho provato a pregare quella notte e Dio non mi ha risposto: qualcun altro l'ha fatto al suo posto.
Forse è sempre stato lì, questa cosa, questo demone dentro di me, oppure qualcuno alle mie spalle pronto ad aspettare che io mi girassi.
Una volta il mondo era pieno di bellezza e io la contemplavo, non avevo desiderio di abbandonarla. Ora attorno a me i sassi si fanno spazio, distruggono le aiuole e tutto ciò che era bello, ora è malridotto, deturpato. Deturpato come il mio corpo.
Perché una volta questo suolo fu un paradiso sulla Terra, le colline verdi erano tutto ciò che si sarebbe veduto, ma ora è fuliggine e acciaio e mattone. Così sembra più l'inferno per me, così è più straziante ai miei occhi, più consono a ciò che essi vedono ogni giorno: l'ade. 
E ogni giorno porta sempre maggiore sofferenza e ogni notte è silenzio e paura, per la mia tormentata anima. E mi sveglio al suono della tua voce, quello che ancora riesco a sentire nella mia testa, ma tu non sei qui. Sarò folle? 
Così adesso non ci rifletto, cerco di scrollarmi di dosso ogni misera afflizione di cui la mia anima si è vestita. Mi denudo, mi stendo e riposo sul letto mio, che per tempo ha accompagnato questo dilaniato corpo in preda a spasmi e grida, e sussurri, e aberrazioni.
Io, figlia di Dio, ne ho commessi di peccati. La mia anima non è più integra... e mi maledico, oh solo il Signore sa quanto io maledica la mia dannata anima. 
Dannata. 


I miei peccati sono molteplici, eppure... è come se fossi io stessa il peccato più grande di tutti; ho avuto l'unione con Lucifero, l'eterno nemico che da sempre ha contrastato il mio Pastore; sono stata accondiscendente al legame carnale con suo fratello, il Dragone rosso... colui che si abbevera delle carni e del sangue degli umani: Dracula. 
Ma sono io la pecora nera, la tenebra che vaga in silenzio e in penombra sulle strade dei viandanti. 
E' per questa ragione che il male è attratto da me?
Signore celeste, è per i miei Demoni interiori che il male mi si avvicina, mi pedina e mi viola?
Non sono stata io colei che ha scelto questo destino, io non l'ho richiesto, non l'ho bramato quanto bramo la purezza che non ho mai posseduto, quella purezza di cui invece la mia cara Mina godeva...
La mia dolce, sinuosa e retta Mina. Perché io non sono mai stata retta, Padre? Perché la mia fede non mi ha aiutato? Dov'eri tu, Dio, quando in ginocchio, umiliata e sottomessa alla tua volontà, ai piedi del mio crocifisso supplicavo in lacrime per la mia franchigia? Mi hai abbandonato qui, alle mie disgrazie, come Eathan, di cui a lungo ho atteso la venuta.  
Non sei stato caritatevole come ho sempre letto nei passi della sacra bibbia e di come ho sempre avuto la forte convinzione pur nei momenti in cui tu, inconsciamente per me, già mi avevi lasciato andare nelle grazie di quell'essenza che, dietro la porta, attendeva soltanto il tuo allontanamento e la mia stolta distrazione. Ho lottato, fino alla fine delle cose ho lottato, svuotando la mia anima, tirando gli artigli e i denti, lacerandomi le interiora e vomitando il supplizio che mi stava interiormente divorando.
Alla fine,  ho segnato da sola la mia condanna.


Mi volto e con tante emozioni che mi fanno quasi scoppiare il cuore, parlo con gli occhi a colui che mi è dinanzi e tutto quello che c'è da dire, lo lacrimo.
Questo dolore è troppo grande perché io lo affronti ancora una volta da sola.
Questo male è troppo, troppo più forte di me e della mia fede; esso si nutre della mia integrità, come un affamato, avaro, fa col suo piatto prelibato preferito.
Troppo dolore nel mio interno.
Prego il Signore affinché prenda la la mia anima.
Ethan si avvicina a me, mi avvolge al suo caldo e bestiale corpo che tanto avevo sognato nelle ultime notti di tormento. Ma ormai è troppo tardi, troppo tardi anche per noi, mio caro Signor Chandler.
Mi lascerò andare realmente. Non so cosa quest'atto sprigionerà, quali ne saranno le ardue conseguenze, ma so con certezza padre mio, che il mondo è un posto troppo colmo di bellezza per far sì che io lo riempia con la mia trasgressione. Son portatrice di pestilenza, morte, distruzione, pur sapendo che la vera anima devastata qui, è soltanto la mia. 


Le tenebre mi stanno attendendo, Signore, sento la prossimità farsi strada su un tappeto rosso di sangue. Che ne sarà della mia anima?
Probabilmente è già perduta nell'oblio, in attesa di essere demolita nella sua spiritualità più vivida e candida. 
Annuisco all'uomo che mi è di fronte, al solo in grado di poter amare così tanta inottemperanza.
Lasciami morire prima che mi svegli, così il signore l'anima mia potrà prendere. 
Ethan mi lascia andare, proprio come gli avevo chiesto: mi è stato fedele almeno nel punto di morte.
Allora ora, forse, finalmente ti troverò, mio giovane uomo, in mezzo alla bellezza del paradiso e canterai.. canteremo insieme non del morire, ma del vivere. Non sarebbe bello?
Le tenebre mi stanno reclutando, Signore, io ti sto sentendo come nel nostro ultimo incontro e alla vita sto dicendo ''arrivederci'', un arrivederci che fa da preludio per ciò che avverrà, come il preannuncio del mio addio.
Finalmente il male ha vinto.
L'oppressione sta cedendo e io posso assaggiare la libertà a cui ho sempre anelato.
Mai avrei pensato che la fine potesse avere un sapore così amaro.
La vedo la luce...
Oh, Signore, ora ti vedo.
Che io possa finalmente essere libera dai miei peccati.




venerdì 29 giugno 2018

La straordinaria vita di David Bowie



Viviamo costantemente tra la ricerca della propria individualità e il terrore di sentirci inopportuni, inferiori, in eccesso o in difetto. Questi dilemmi infestano la mente dell'uomo sin dai tempi antichi e spesso noi stessi fingiamo di essere qualcun altro (rinunciando al nostro io interiore) solo per compiacere e adeguarci a ciò che la gente si aspetta da noi. Come diceva il grande Luigi Pirandello :" Imparerai a tue spese che lungo il tuo cammino incontrerai ogni giorno milioni di maschere e pochissimi volti. " Ebbene, nella nostra storia un uomo è riuscito ad eguagliare entrambe queste lacune, creandosi molteplici identità ma senza perdere mai la sua essenza. Tante maschere, per un unico volto, un'unica personalità scissa in tanti io. Si tratta di David Robert Jones, cantautore e attore britannico, conosciuto al grande pubblico come David Bowie.


David è stato e continua ad essere un'ispirazione per milioni di persone, abbracciando almeno tre generazioni con i suoi 50 anni di attività. Insieme all'aspetto fisico, anche la sua musica è cambiata nel corso di questi decenni. Nato a Brixton, un piccolo quartiere di Londra nel 1947, ha manifestato una grande passione per la musica e il teatro sin da bambino, particolarmente colpito dalle sonorità rock e blues. Il suo mito da bambino era Elvis. Il suo esordio risale al 1967 quando, ispirato dal sound dei Beatles e dei Velvet Underground, pubblicò l'album omonimo "David Bowie". Il sound aveva tendenze folk e acustiche e non riscosse inizialmente un buon successo. David, che era però un tipo ostinato, non si arrese e cominciò a riflettere su cosa avrebbe potuto attirare l'attenzione del pubblico. Due anni più tardi uscì "David Bowie aka Space Oddity". Il brano Space Oddity scalò in vetta alle classifiche quando cominciò ad essere usato per i servizi riguardanti l'Apollo 11. Ebbero inizio le prime Tournee e le prime apparizioni televisive, tuttavia Bowie non ottenne ancora il successo che sperava. Nel '70 sposò la sua compagna Mary Angela Barnett con la quale raggiunse l'idea definitiva: giocare sull'ambiguità sessuale.



Nello stesso anno fu rilasciato l'ultimo lavoro dalle tendenze folk "The Man Who Sold the World". Finalmente, poi, arrivò la svolta; "Hunky Dory" (1971) che segnò la consacrazione nel mondo del rock, anche grazie al singolo internazionale ''Life On Mars?''. Nacque così il suo primo personaggio fittizio, l''alterego Ziggy Stardust, un alieno marziano dai capelli rossi e lineamenti androgini, ispirato grazie ai riferimenti presi da Iggy Pop, Lou Reed e Marc Bolan. "The Rise and Fall of Ziggy Stardust and the Spiders From Mars" (1972) fu un concept, con oltre 7 milioni di copie vendute, che tratta delle avventure di Ziggy e la sua band, gli Spiders From Mars durante l'apocalisse. Tipicamente parte integrante del culmine del glam, le tracce di maggior impatto sono tuttora Starman, Moonage Daydream, Ziggy Stardust e Suffragette City. L'album consacrò Bowie e può essere considerato l'opera con la quale David riuscì ad affermare sé stesso. Di questa Era fanno parte gli album "Aladdin Sane",  il primo album di Bowie a raggiungere la vetta della classifica britannica.  e "Pin Ups", una raccolta di cover anni sessanta delle canzoni preferite da Bowie. Il 3 luglio 1973 all'Hammersmith Odeon di Londra Bowie, tra la disperazione dei fans, pose fine a Ziggy. "Diamond Dogs" (1974) sebbene ancora vicino alle sonorità degli album precedenti, si indirizza verso una nuova dimensione: il mondo americano e il soul bianco.

"Young Americans" (1975) portò Bowie in vetta alle classifiche americane. In questo periodo, tuttavia, iniziarono i problemi da dipendenza di alcool e droghe.


Tra Diamond Dogs e il tour promozionale di Young Americans, David si presentò quasi anoressico e sotto palese effetto di cocaina. Nel '76 uscì "Station to Station", un disco innovativo, misterioso e tenebroso, vicino al progressive (il che si nota nella title track) e definito da molti cultori uno dei suoi capolavori. L'album ricorre anche al nuovo personaggio di Bowie, il Sottile Duca Bianco. Il Duca, che si discostava decisamente da Ziggy Stardust, era a detta di Bowie ''insopportabile''. Elegante, raffinato, caratterizzato da abiti più di classe, capelli rossi portati all'indietro e un pallore e una magrezza estrema. il Duca debuttò nel corso di un tour di 33 tappe. Il tour ebbe un enorme successo e ben presto i fan cominciarono ad inneggiare il Duca.


Mentre il matrimonio con Angela andava a pezzi e il suo corpo era sempre più sopraffatto dalla droga, Bowie e il suo amico Iggy Pop andarono a Berlino per disintossicarsi. Qui,durante la riabilitazione, scrisse la famosa trilogia berlinese formata da "Low", "Heroes" e "Lodger". I primi due furono entrambi pubblicati nel '77, mentre Lodger nel '79. Berlino, una specie di santuario per lui, salvò completamente la vita di Bowie, che si recò lì per rinascere dopo essersi fatto spaccare il cervello dalla cocaina. Lì, a Berlino, Bowie scrisse uno dei pezzi più belli e immortali della storia della musica: 'Heroes'', dopo aver visto due amanti vicini al Muro di Berlino abbracciarsi e baciarsi.
Il disco, cambiò decisamente il panorama musicale, assieme anche agli altri due della trilogia; dischi che fondevano il rock col funk e l'elettronica.


Nel 1980, Bowie e Angela divorziano. Venne rilasciato "Scary Monsters" dal quale è tratta la hit Ashes to Ashes. Il video fu definito il migliore dell'anno, essendo una novità e presentando i filtri prima dell'avvento tecnologico. Nell'80 debuttò a Broadway in ''The Elephant Man'', interpretando senza l'ausilio di trucchi, il deforme John Merrick. Nell'81 colalborò con i Queen nella hit ''Under Pressure''. Dopo 3 anni di silenzio, Bowie si reinventò e propose il suo grande successo commerciale "Let's Dance" attraverso il quale, con la nascita di MTV, riuscì a goderne di tutti i profitti.
La nuova identità prevede un look abbronzatissimo e capelli all'insù biondo ossigenato che, in contrasto ai primi anni e i vecchi alterego, possiamo definire quasi irriconoscibile.


Nell' '84 uscì "Tonight", altro successo molto commerciale. "Never Let Me Down" (1987) ha forti sfumature anni '80 ed è stata forse la sua produzione più teatrale di tutte, ma anche quella più deludente. Fu un periodo in cui Bowie temé di aver esaurito il suo talento e ciò che aveva da dire al pubblico: il momento della fine. Il tour di promozione, "Glass spider tour" è uno spettacolo a 360 gradi. Forse per necessità di cambiare, come avviene nella vita di ognuno di noi, o forse per diletto personale, Bowie formò il gruppo rock Tin Machine, nel quale suonava la tastiera. Questa scelta non fu apprezzata granché dai fans, che avrebbero preferito vederlo da solista. Il progetto andò a sfumare pochi anni dopo.


Nel 1992, David si sposò con la modella somala Iman e il matrimonio infatti influenzerà particolarmente le tematiche dell'album "Black Tie White Noise" (1993). Possiamo parlare qui di un primo approccio alle sonorità sperimentali. Assistiamo a un Bowie più maturo, più consapevole sia dal punto di vista creativo che quello personale. "The Buddha of Suburbia" è la colonna sonora creata appositamente per la miniserie britannica omonima. Non è da considerare un album ufficiale, ma in diverse interviste David lo ha definito il suo preferito. La conferma elettronica si ebbe nel 1995, con "1. Outside", che presentava atmosfere dark e a tratti inquietanti. Outside è un concept ambientato in un futuro distopico nel quale la mutilazione dei corpi umani è diventata la tendenza del momento e Nathan Adler, un detective, indaga sul caso di una ragazzina scomparsa. Il nuovo alter ego ha un look più giovanile, barba e capelli alla Sid Vicious.
Da quest'anno, la formazione della band di Bowie sarà quella che lo accompagnerà fino alla fine del suo viaggio musicale.


Mantenendo lo stesso stile, visivo e acustico, nel '97 uscì "Earthling". Qui l'impronta elettronica è ancora più persistente, a tal punto da essere dominante. Nel 1999, a 52 anni, Bowie ci sorprende per l'ennesima volta.
Un ritorno al sound rock, ma modernizzato. Il singolo che anticipò "hours..." è stato Thursday's child. Nel 2002 e nel 2003 vennero pubblicati rispettivamente Heathen e Reality. Il tour di Reality coinvolse molte date nel giro di poco tempo. Nel 2004, il cantante dovette interrompere un concerto a causa di un infarto i cui segnali si erano già manifestati giorni prima. A parte pochissime eccezioni, Bowie sparì dalle scene per 10 lunghi anni. Si vociferò addirittura di un suo ritiro.


A sorpresa, nel 2013, venne pubblicato "The Next Day", che raggiunse la vetta delle classifiche in tutto il mondo. Tuttavia, il rilascio dell'album non fu accompagnato da alcun tour. Due anni più tardi, Bowie lanciò il singolo Blackstar estratto dal nuovo album omonimo e poco tempo dopo Lazarus, ultimo singolo dell'artista. Blackstar uscì l' 8 gennaio 2016, giorno del suo 69esimo compleanno e fu, per volere di Bowie, il suo auto-epitaffio. una riflessione sulla sua morte imminente. Due giorni dopo, infatti, Bowie è deceduto in seguito a un cancro al fegato con il quale lottava in segreto da 18 mesi. Solo i familiari e pochi amici erano al corrente della sua condizione. In seguito all'accaduto, le vendite di Blackstar sono schizzate alle stelle e molti artisti, fans, amici hanno compianto il cantante esaltandone la sua genialità e la sua grandezza, tanto da far arrivare le riproduzioni delle sue canzoni su Spotify a un miliardo.


Oltre alla carriera musicale, Bowie venne conosciuto e ricordato anche nel grande mondo della Settima Arte. Il suo esordio alla recitazione fu nel film di fantascienza ''L'uomo che cadde sulla terra'', del '76, nel ruolo del protagonista. Come personaggio principale lo vediamo in ''Gigolò'' del '78 di David Hemmings (''Profondo Rosso''), ambientato in una Berlino del dopoguerra. Subito dopo lo vediamo nei panni di un vampiro accanto a Catherine Deneuve in ''Miriam Si Sveglia A Mezzanotte'', di Tony Scott. Nell'83 è il Maggiore Jack in ''Furyo''. Dopo ''Jazzin' for blue jean'' e ''Tutto in una notte'', lo vediamo in un altro ruolo noto in ''Absolute Beginners''. Ma il film con cui è stato consacrato ufficialmente anche nel cinema, rimane ''Labyrinth- Dove tutto è possibile'' assieme a Jennifer Connelly, che presenta il suo ruolo più conosciuto insieme al primo del suo esordio di Thomas Jerome Newton.

Bowie venne anche diretto da Martin Scorsese ne ''L'ultima tentazione di Cristo''. Dopo ''The Linguini Incident'', ''Basquiat'' e ''Il mio West'', oltre a due produzioni minori, ritorna sul grande schermo diretto da Christopher Nolan in ''The Prestige'', nel famoso ruolo di Nikola Tesla. L'ultimo film della sua filmografia, è ''August'', del 2008. Memorabili sono i suoi camei in ''Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino'', dove interpreta sé stesso, e quello di Philip Jeffiries nel prequel di Twin Peaks, ''Fuoco Cammina Con Me''. Alla vita di David Bowie si è ispirato il film ''Velvet Goldmine''.

E' difficile descrivere in poche parole la carriera del Duca Bianco, poiché ciò che ha fatto quest'uomo è tanto grande da farlo ricordare, per sempre. Con Blackstar ci ha lasciato la sua ''eredità'' più pura, più intima e personale. L'uomo che cadde sulla terra adesso è tornato fra le stelle, lasciando uno splendido dono a tutti noi. La sua impronta indelebile, non verrà mai dimenticata: mai.



                                                                                             In totale collaborazione con Federica Dore